Chi percorre la bassa valle del Metauro è costantemente accompagnato nel suo viaggio da un susseguirsi di piccoli centri abitati posti alla sommità delle dolci colline che dominano la valle: Montemaggiore al Metauro, S. Giorgio, Piagge, Orciano,Mondavio, Barchi, Sant'Ippolito, Sorbolongo, Reforzate, da un lato, Saltara, Serrungarina, Montefelcino, Montemontanaro dall'altro. Sono centri nati dal dissolversi dell'organizzazione romana del territorio: in periodi lontani e difficili impararono a vivere di una vita autonoma; il palazzo pubblico, la chiesa del santo patrono, le piazze per le assemblee e i mercati, le torri e i fortilizi costituirono a lungo i punti nodali di una vita scandita dal lavoro dei contadini, dalle molteplici attività degli artigiani, dal periodico incontro con i mercanti venuti da altri luoghi.
Questi centri conservano ancora, sotto una veste moderna, un sapore antico, un fascino discreto, un'atmosfera particolare. Chi voglia sperimentare quell'atmosfera non deve far altro che abbandonare la veloce via della valle, risalire la strada delle colline, inoltrarsi nelle piccole vie dei borghi chiusi ancora fra calde mura di cotto rossastro… qui potrà fare incontri inaspettati: il corteo variegato delle piccole case affacciate sui vicoli, una chiesa col dipinto di un autore famoso, il nome di una stradina evocatore di consuetudini scomparse, una torre pronta a difendere un'antica autonomia. E poi molti musei in cui gli abitanti del luogo hanno voluto raccogliere e conservare le memorie del loro passato.
Antico abitato di origine altomedievale, già possedimento dell'antica abbazia benedettina fanese di San Paterniano, Montemaggiore costituì uno dei baluardi difensivi del territorio costiero malatestiano contro l'entroterra feltresco, fino a quando nel 1462 Federico da Montefeltro non lo strappò a Sigismondo Malatesta. Seguì poi tra alterne vicende la storia del ducato di Urbino fino alla devoluzione dello stesso nel 1631. Nel 1944 è stato teatro dello scontro armato fra le truppe tedesche in ritirata e quelle alleate lungo la cosiddetta linea gotica. Nella piazza del borgo sorge il settecentesco Palazzo Comunale, già della famiglia Marfori. Qui una gradinata sale al 'castello' sottopassando l'elegante Torre Civica, interamente ricostruita secondo il disegno originario dalle rovine belliche. Al sommo della gradinata all' interno del borgo padroneggia la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Soccorso di origini quattrocentesche, ma più volte rinnovata che conserva all'interno un'interessante Ultima Cena di scuola baroccesca. Le pitture conservate sono tele di diverso periodo, 600-700. Un dipinto di ignoto autore riproduce S.Nicola da Tolentino che intercede per le anime dannate si trova nella controfacciata proprio sopra la cantoria vuota. Il fatto che rappresenti l'agostiniano S.Nicola fa pensare che provenga dalla chiesa del Soccorso. Come da quella chiesa viene "L'ultima cena", dipinta dal Cialdieri. Altro dipinto settecentesco, di autore ignoto, rappresenta S.Filomena rappresentata in gloria sopra la visione di una città immaginaria, opera di Leopoldo Teodori. Un dipinto rappresenta S.Filippo Neri, come solitamente viene ricordato inginocchiato di fronte alla visione della Madonna con Bambino; anche questa tela è attribuita al pittore fanese Leopoldo Teodori. Lo stesso Santo, protettore di Monte Maggiore, è raffigurato in una delle molte statue che arricchiscono la chiesa in atto di benedire il paese a lui portata da un amorino.
Il borgo, fu scelto come base dallo statista inglese Churchill per osservare dall’alto gli spostamenti dell’avanzata alleata durante l’ultimo conflitto mondiale.
Per ricordare l’evento storico è stato allestito il museo del Metauro “Winston Churchill”, con cimeli dell’epoca. Inoltre nei pressi del borgo antico, vicino al fiume Metauro, si svolse una sanguinosa battaglia, nel 207 a.C., in cui le legioni romane annientarono l’esercito cartaginese, debellando l’incombente minaccia per Roma. Ma non solo per questi episodi cruenti è famosa Montemaggiore, infatti qui c’è una delle maggiori coltivazioni di crisantemi in Italia con una mostra mercato che si svolge in ottobre;Ed ancora è il paese natale del poeta Mario Luzi, che ci ha lasciato questi versi: "C'è tutto in tutto, tutto incredibilmente..."
inoltre nella zona si produce l’ottimo Bianchello del Metauro, vino molto apprezzato dagli intenditori, per non parlare dei formaggi, prodotti in questa zona con la sapienza e la maestria che si tramanda da secoli di generazione in generazione.